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We know you can’t wait//

ESG IN CREDIT & FINANCE: DALL’ECONOMIA REALE ALL’ECONOMIA SOSTENIBILE //

Tra le sfide epocali che i player del credito e della finanza dovranno affrontare nei prossimi anni figura anche quella dell’integrazione dei fattori ESG (Environmental, Social and Governance) nei modelli di business.

Quale sarà l’impatto che il settore finanziario ed economico dovrà attendersi dall’innesto dei temi della sostenibilità all’interno dei processi di questa industria? Come è possibile far convivere concetti quali Società Benefit e B-Corp con un settore che, nell’immaginario collettivo, è ancora molto legato strettamente alle performance di business?

A questi ed a molti altri quesiti risponderà il network di esperti, professionisti, istituzioni ed advisor creato da Credit Village e T.W.I.N in occasione di “ESG in credit&finance: dall’economia reale all’economia sostenibile”, evento che si terrà il 5 ottobre a Milano (Le Village) sia in forma fisica che in live streaming e che si propone di esplorare, per la prima volta in maniera dedicata ed esclusiva verso il settore creditizio, le relazioni tra le materie ESG e l’industria finanziaria.

 

 

Comitato scientifico: 

Angelo Meda – Head of Equities, Portfolio Manager, BANOR SIM

Antonella Pagano – Managing Director, Accenture Italia

Federica Capuzzo – Senior Manager, Deloitte Italia

Ticket //

ESG 2021 BANNER TICKET LIVE 2B
ESG 2021 FREE PASS vers3
ESG 2021 DIGITAL TICKET

Agenda //

9:00 – 9:45

Registrazione Partecipanti e Welcome Networking Coffee

 

Modera Silvia Bernardi Giornalista

9:45 – 10:15

Saluto ai partecipanti e Opening Speech a cura di PierMario Barzaghi, Partner KPMG Advisory “L’evoluzione della normativa UE e gli impatti sulla strategia degli istituti finanziari e delle aziende”.

10:15 – 11:15

SESSION 1 “Be Sustainable: le banche a che punto sono?”

 

Keynote speech a cura di Simone Capecchi Executive Director CRIF
ESG, Mito o Realtà

 

 

Round Table

La tavola rotonda è dedicata al percorso di sostenibilità intrapreso dalle società, in modo particolare dalle banche, sia in termini di disclosure non finanziaria nelle loro comunicazioni ufficiali, guidato da una normativa comunitaria in primis e nazionale in seconda battuta, corpose e sfidanti, sia come strategia di investimento di medio, lungo periodo.

Una discussione per mettere in luce le opportunità e le difficoltà anche operative che l’essere sostenibili porta con sé. Si darà anche lo spazio all’esperienza concreta di una banca di medie dimensioni, che racconterà il proprio percorso del to “be sustainable”.

 

Intervengono:

PierMario Barzaghi, Partner KPMG Advisory

Isabella Falautano, Direttrice Comunicazione e Sostenibilità illimity

Gianluca Randazzo, Head of Sustainability Banca Mediolanum

Patrizia Sferrazza, Head of Communication, Media Relations & Marketing Banca Sistema

11:15 – 11:35

Case study Banco Desio

Intervista a Raffaele Negri, Responsabile area bilancio e sostenibilità Banco Desio

Modera: Federica Capuzzo, Senior Manager Divisione dei Sustainability Services Deloitte

11:35 – 12:25

SESSION 2 – Asset distressed e sostenibilità

 

Round Table

Le nuove frontiere rigenerative dei distressed credits, come energy e real estate possono contribuire alla costruzione di un modello finanziario sostenibile

 

Intervengono:

 

Francesca Fiorini, Consigliere Delegato AT NPL’s SPA

Marco Gerevini, Consigliere Delegato Fondazione Housing Sociale

Elena Maspoli, Head of Special Situations Energy illimity

Silvia Rovere, Presidente Confindustria Assoimmobiliare

12:25 – 12:40

Overview: Gli strumenti green nella finanza immobiliare a cura di Manuela Di Marino, Senior Director Cross Business Development & Commercial Planning RINA PRIME Value Services

12:40 – 13:00

Q&A

13:00 – 14:00

Networking Lunch

14:00 – 15:00

SESSION 3 – Go Sustainable: quali azioni e prodotti possono essere messi in campo dagli Istituti per poter incentivare l’adozione di un percorso di sostenibilità da parte delle aziende (PMI)

 

 

Round Table

La transizione verso un’economia sostenibile rappresenta un obiettivo strategico dell’ecosistema che richiede un profondo ripensamento da parte delle aziende delle modalità di fare business e cospicui investimenti. Accompagnare la propria clientela in questo percorso rappresenta una opportunità di business significativa per le banche, che agiranno anche come cinghia di trasmissione sulla comunità, a partire dagli ingenti fondi pubblici stanziati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (“PNRR”).

 

Intervengono:

 

Marzio Cichetti, Head of Vendor Development Open-es Powered by Eni

Giorgio CostantinoExecutive Director – Global Transformation Services CRIF

Andrea Florio, CFO & Chief Business Finanziaria Internazionale Investments SGR

Antonella Pagano, Managing Director Accenture

Giovanna Zacchi, Head of ESG Strategy Bper Banca

15:00 – 15:45

SESSION 4 – “Asset class ESG: quanti e quali sono gli strumenti sostenibili su cui investire”

Il mondo degli investitori finanziari parla sempre più di sostenibilità, ma come vengono integrate considerazioni e decisioni su tematiche ESG nella gestione di un prodotto azionario, obbligazionario o alternativo? Esistono dei copioni pre-stabiliti oppure ogni singolo investitore ha la sua definizione e il suo processo? In quest’ultimo caso, come possiamo essere sicuri dell’implementazione effettiva e che non sia solo un elemento di marketing? Queste sono le domande che il mercato finanziario si pone in questo momento, caratterizzato da una forte spinta sulle tematiche di sostenibilità, ma anche dalle prime indagini da parte dei regolatori sull’effettiva implementazione di strategie ESG”

 

Intervengono:

 

Roberto Del Giudice, Direttore Commerciale, Investor Relations & ESG Fondo Italiano d’Investimento SGR

Elena Ferrarese, Head of Italian Equity Amundi SGR

Andrea Florio, CFO & Chief Business Finanziaria Internazionale Investments SGR

Angelo Meda, Head of Equities Portfolio Manager Banor SIM

Maurizio Tacchella, Direttore Banca Depositaria, BFF Bank

15:45 – 16:00

Q&A e Chiusura lavori

Sponsor //

Partner Sponsor //

illimity

Gold Sponsor //

crif
rina

Badge Sponsor//

Spot Sponsor//

Strategic Supplier Sponsor//

Strategic Suppliers Sponsor//

Media Partner //

Speaker //

Ecco gli speaker che prenderanno parte alla prima edizione della ESG Conference.

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Senior Director Cross Business Development & Commercial Planning

RINA Prime Value Services

Atti del Convegno //

L’industria NPE uno strumento a servizio della ripresa Economica Italiana

Archivio Newsletter //

NEWSLETTER DEL 23 SETTEMBRE 2021





 


-11 giorni all’eventoESG IN CREDIT & FINANCE
Dall’economia reale
all’economia sostenibile

Richiedi biglietto

In ragione delle normativa vigente, Le Village potrà ospitare un numero limitato di partecipanti.

Un’intensa giornata di tavole rotonde, speech, interviste, case history, dedicati a fondi di investimento, banche, sgr, imprese, società di rating, advisor, professionisti, mondo accademico e istituzioni nei quali autorevoli speaker condivideranno le loro esperienze e conoscenze focalizzandosi sulle tematiche più sensibili del ruolo strategico della sostenibilità nel sistema bancario e finanziario.

Scopri il programma

La seconda sessione sarà dedicata ad

ASSET DISTRESSED E SOSTENIBILITA’

“Le nuove frontiere rigenerative dei distressed credits, come energy e real estate possono contribuire alla costruzione di un modello finanziario sostenibile”

I PROTAGONISTI DELLA ROUND TABLE

SCOPRI L’AGENDA DELL’EVENTO
ED I PROTAGONISTI DELLA GIORNATA

GUARDA L’AGENDA
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SE SEI UNA BANCA O UN FONDO, IL PASS E’ GRATUITO

I 17 SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALs 

Da raggiungere entro il 2030, gli SDGs sono obiettivi per tutti noi, nessuno escluso, per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.
SONO UN INVITO AD AGIRE.
Nelle precedenti newsletter abbiamo introdotto i seguenti SDGs: 

1- Porre fine ad ogni forma di  povertà. nel mondo.
2- Porre fine alla fame.
3- Vita sana e benessere. 
4- Aumentare l’istruzione.
5- Parità di genere.
6- Acqua pulita e servizi igienico sanitari.
7-
Energia pulita e accessibile.
8- 
Lavoro  dignitoso e crescita economica.
9- Imprese,
innovazione e infrastrutture.
10- Ridurre le
disuguaglianze.
11- Città e comunità sostenibili.
12- Consumo e produzione  responsabili.
13- Lotta contro il
cambiamento climatico
14- La vita sott’acqua
15- La vita sulla terra
16- Pace, Giustizia e Istituzioni forti

In questa edizione della nostra newsletter vediamo il diciassettesimo.

17- Partnership per gli obiettivi 
Per avere successo, l’agenda per lo sviluppo sostenibile richiede partenariati tra governi, settore privato e società civile. Queste collaborazioni inclusive, costruite su principi e valori, su una visione comune e su obiettivi condivisi, che mettano al centro le persone e il pianeta, sono necessarie a livello globale, regionale, nazionale e locale.
È necessaria un’azione urgente per mobilitare, reindirizzare e liberare il potere trasformativo di migliaia di miliardi di dollari di risorse private per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Investimenti a lungo termine, ivi compresi gli investimenti diretti esteri, sono necessari nei settori chiave, soprattutto nei Paesi di sviluppo. Tali settori comprendono l’energia sostenibile, le infrastrutture e i trasporti, così come le tecnologie di informazione e comunicazione.Il settore pubblico avrà bisogno di stabilire una direzione chiara. I meccanismi nazionali di controllo come le istituzioni supreme di revisione e le funzioni di supervisione delle legislature dovrebbero essere rafforzate.Fatti e cifre:
• I fondi per l’assistenza allo sviluppo si sono attestati a 135,2 miliardi di dollari nel 2014, il più alto livello mai registrato• Il 79% delle importazioni dai Paesi in via di sviluppo entrano nei Paesi sviluppati esenti da dazi• Il peso del debito sui Paesi in via di sviluppo resta stabile a circa il 3% delle entrate legate alle esportazioni• Il numero degli utenti di internet in Africa è quasi duplicato negli ultimi quattro anni• Il 30% dei giovani nel mondo sono nativi digitali, attivi online da almeno cinque anni• Più di 4 miliardi di persone, tuttavia, non usufruiscono di internet, e il 90 per cento di queste appartiene alle regioni in via di sviluppo.


NEWSLETTER DEL 16 SETTEMBRE 2021





 


EVENTO

ESG in Credit&Finance

“Dall’economia reale all’economia

sostenibile”

5 OTTOBRE 2021

Richiedi biglietto

In ragione delle normativa vigente, Le Village potrà ospitare un numero limitato di partecipanti.

Il 5 ottobre vivremo un’intensa giornata di tavole rotonde, speech, interviste, case history, dedicati a fondi di investimento, banche, SGR, imprese, società di rating, advisor, professionisti, mondo accademico e istituzioni nei quali autorevoli speaker condivideranno le loro esperienze e conoscenze focalizzandosi sulle tematiche più sensibili del ruolo strategico della sostenibilità nel sistema bancario e finanziario. 

L’evento vedrà lo svolgimento di 4 panel tematici: 1) Be Sustainable: le banche a che punto sono? Un’esplorazione dei percorsi di sostenibilità intrapresi da società e banche in termini di disclosure non finanziaria nelle loro comunicazioni ufficiali, guidati da una normativa comunitaria in primis e nazionale in seconda battuta, corpose e sfidanti, sia come strategia di investimento di medio, lungo periodo. Case study di una banca di medie dimensioni, che racconterà come si si diventa “sustainable”.

2) Asset distressed e sostenibilità: le nuove frontiere rigenerative dei distressed credits, come energy e real estate, possono contribuire alla costruzione di un modello finanziario sostenibile.

3) Go Sustainable: quali azioni e prodotti possono essere messi in campo dagli Istituti per poter incentivare l’adozione di un percorso di sostenibilità da parte delle aziende (PMI)
Come si accompagna la propria clientela nella transizione verso un’economia sostenibile? Essa rappresenta una opportunità di business significativa per le banche, che agiranno anche come cinghia di trasmissione sulla comunità, a partire dagli ingenti fondi pubblici stanziati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (“PNRR”).

4) Asset class ESG: quanti e quali sono gli strumenti sostenibili su cui investire
Il mondo degli investitori finanziari parla sempre più di sostenibilità, ma come vengono integrate considerazioni e decisioni su tematiche ESG nella gestione di un prodotto azionario, obbligazionario o alternativo? Esistono dei copioni pre-stabiliti oppure ogni singolo investitore ha la sua definizione e il suo processo? In quest’ultimo caso, come possiamo essere sicuri dell’implementazione effettiva e che non sia solo un elemento di marketing? Queste sono le domande che il mercato finanziario si pone in questo momento e che verranno poste ai protagonisti di questa discussione.

Scopri il programma

QUOTE OF THE WEEK 

“La più grande minaccia al nostro pianeta è la convinzione che lo salverà qualcun altro”.
Robert Swan

I 17 SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALs 

Da raggiungere entro il 2030, gli SDGs sono obiettivi per tutti noi, nessuno escluso, per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.
SONO UN INVITO AD AGIRE.
Nelle precedenti newsletter abbiamo introdotto i seguenti SDGs: 

1- Porre fine ad ogni forma di  povertà. nel mondo.
2- Porre fine alla fame.
3- Vita sana e benessere. 
4- Aumentare l’istruzione.
5- Parità di genere.
6- Acqua pulita e servizi igienico sanitari.
7-
Energia pulita e accessibile.
8- 
Lavoro  dignitoso e crescita economica.
9- Imprese,
innovazione e infrastrutture.
10- Ridurre le
disuguaglianze.
11- Città e comunità
 sostenibili.
12- Consumo e produzione  responsabili.
13- Lotta contro il
cambiamento climatico

14- La vita sott’acqua

In questa edizione della nostra newsletter vediamo il quindicesimo e il sedicesimo.

15- La vita sulla terra  
Le foreste coprono il 30% della superficie terrestre e, oltre a offrire cibo sicuro e riparo, esse sono essenziali per il contrasto al cambiamento climatico, e la protezione della biodiversità e delle dimore delle popolazioni indigene. Tredici milioni di ettari di foreste vanno perse ogni anno, mentre il persistente deterioramento dei terreni ha portato alla desertificazione di 3,6 miliardi di ettari. La deforestazione e la desertificazione – causate dalle attività dell’uomo e dal cambiamento climatico – pongono sfide considerevoli in termini di sviluppo sostenibile, e hanno condizionato le vite e i mezzi di sostentamento di milioni di persone che lottano contro la povertà. Si stanno compiendo molti sforzi per gestire le foreste e combattere la desertificazione.Fatti e cifre:

-Foreste: Approssimativamente 1,6 miliardi di persone dipendono dalle foreste per il loro sostentamento. Questo numero include circa 70 milioni di individui presso le popolazioni indigene, Le foreste costituiscono l’habitat di oltre l’80 per cento di tutte le specie terrestri di animali, piante ed insetti.

-Desertificazione: A partire dal 2008, il deterioramento del suolo ha prodotto un impatto su 1,5 miliardi di persone a livello globale

-Biodiversità: Delle 8.300 specie di animali conosciute, un 8% si è estinto e un 22% è a rischio estinzione

16- Pace giustizia e istituzioni solide
L’obiettivo numero 16 degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile è dedicato alla promozione di società pacifiche ed inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile, e si propone inoltre di fornire l’accesso universale alla giustizia, e a costruire istituzioni responsabili ed efficaci a tutti i livelli.Fatti e cifre:

– Corruzione, concussione, furto ed evasione fiscale costano ai Paesi in via di sviluppo circa 1,26 mila miliardi di dollari l’anno; questa somma di denaro potrebbe essere usata per sollevare coloro che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno al di sopra di tale soglia per almeno sei anni

– La percentuale di bambini che lasciano la scuola primaria nei Paesi colpiti da conflitti ha raggiunto il 50% nel 2011, comprendendo 28,5 milioni di bambini; ciò dimostra l’impatto che le società instabili hanno su uno dei principali obiettivi inseriti nell’agenda del 2015: l’istruzione

PILLOLE DI STORIA 
continua da precedente   

ANNO 2004
Attraverso il Global Compact è stato pubblicato il rapporto “Who Cares Wins- Connecting Financial Markets to a Changing World” che e ha fornito le linee guida per le aziende utili ad incorporare un ottica ESG nelle loro attività.
ANNO 2015
Alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite, l’Accordo di Parigi prende vita, e all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite vengono creati gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Una precedente iterazione degli SDGs erano i Gruppi di Sviluppo del Millennio.

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NEWSLETTER DEL 10 SETTEMBRE 2021




 


Settembre 2021

La sfida che accomuna tutti
che ci collega alle prossime generazioni, che
non possiamo perdere: 

ESG
  
———————————————

“Se lo sviluppo economico non ci rende anche felici, allora è un falso sviluppo”
(cit. Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay)

EVENTO

5 Ottobre 2021:

ESG in Credit & Finance
Dall’economia reale all’economia sostenibile

Tra le sfide epocali che i player del credito e della finanza dovranno affrontare nei prossimi anni figura anche quella dell’integrazione dei fattori ESG (Environmental, Social and Governance) nei modelli di business.

Quale sarà l’impatto che il settore finanziario ed economico dovrà attendersi dall’innesto dei temi della sostenibilità all’interno dei processi di questa industria? Come è possibile far convivere concetti quali Società Benefit e B-Corp con un settore che, nell’immaginario collettivo, è ancora molto legato strettamente alle performance di business?

A questi ed a molti altri quesiti risponderà il network di esperti, professionisti, istituzioni ed advisor creato da Credit Village e T.W.I.N in occasione di “ESG in Credit&Finance: dall’economia reale all’economia sostenibile”, evento che si terrà il 5 ottobre a Milano (Le Village) sia in forma fisica che in live streaming e che si propone di esplorare, per la prima volta in maniera dedicata ed esclusiva verso il settore creditizio, le relazioni tra le materie ESG e l’industria finanziaria.

Un’intensa giornata di tavole rotonde, speech, interviste, case history, dedicati a fondi di investimento, banche, sgr, imprese, società di rating, advisor, professionisti, mondo accademico e istituzioni nei quali autorevoli speaker condivideranno le loro esperienze e conoscenze focalizzandosi sulle tematiche più sensibili del ruolo strategico della sostenibilità nel sistema bancario e finanziario.

In ragione delle normativa vigente, Le Village, potrà ospitare un numero limitato di partecipanti.

PRENOTA SUBITO IL TUO POSTO

OVERVIEW DELLA GIORNATA

Round Table 1
Be Sustainable: le banche a che punto sono? 

La tavola rotonda è dedicata al percorso di sostenibilità intrapreso dalle società, in modo particolare dalle banche, sia in termini di disclosure non finanziaria nelle loro comunicazioni ufficiali, guidato da una normativa comunitaria in primis e nazionale in seconda battuta, corpose e sfidanti, sia come strategia di investimento di medio, lungo periodo.

Una discussione per mettere in luce le opportunità e le difficoltà anche operative che l’essere sostenibili porta con sé. Si darà anche lo spazio all’esperienza concreta di una banca di medie dimensioni, che racconterà il proprio percorso del to “be sustainable”.

Round Table 2
Asset distressed e sostenibilità

Le nuove frontiere rigenerative dei distressed credits, come energy e real estate possono contribuire alla costruzione di un modello finanziario sostenibile”.

Round Table 3
Go Sustainable: quali azioni e prodotti possono essere messi in campo dagli Istituti per poter incentivare l’adozione di un percorso di sostenibilità da parte delle aziende (PMI)
La transizione verso un’economia sostenibile rappresenta un obiettivo strategico dell’ecosistema che richiede un profondo ripensamento da parte delle aziende delle modalità di fare business e cospicui investimenti. Accompagnare la propria clientela in questo percorso rappresenta una opportunità di business significativa per le banche, che agiranno anche come cinghia di trasmissione sulla comunità, a partire dagli ingenti fondi pubblici stanziati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (“PNRR”).

Round Table 4
Asset class ESG: quanti e quali sono gli strumenti sostenibili su cui investire

Il mondo degli investitori finanziari parla sempre più di sostenibilità, ma come vengono integrate considerazioni e decisioni su tematiche ESG nella gestione di un prodotto azionario, obbligazionario o alternativo?
Esistono dei copioni pre-stabiliti oppure ogni singolo investitore ha la sua definizione e il suo processo? In quest’ultimo caso, come possiamo essere sicuri dell’implementazione effettiva e che non sia solo un elemento di marketing?
Queste sono le domande che il mercato finanziario si pone in questo momento, caratterizzato da una forte spinta sulle tematiche di sostenibilità, ma anche dalle prime indagini da parte dei regolatori sull’effettiva implementazione di strategie ESG.

Modera Silvia Bernardi, Giornalista

PILLOLE DI STORIA
continua da precedente

ANNO 2002
L’Agenzia Europea di Investimenti Standard Ethics e le sue controllate sono il primo caso di strutture di investimento che delegano esplicitamente alle Nazioni Unite la definizione etica della propria meta-strategia di investimento, introducendo anche il principio che i vincoli agli investimenti debbano avere un carattere normativo non solo sociale. Tale vincolo viene poi esteso per la prima volta a livello statale, per i paesi OCSE soprattutto.

ANNO 2013
19 marzo nasce la prima agenzia di rating etico in Europa. Il rating sarà emesso solo su richiesta diretta del ricevente e i parametri valutativi saranno uniformati a tutte le indicazioni e linee guida dell’Unione Europea, dell’Ocse e delle Nazioni Unite in materia di governance, sostenibilità e responsabilità sociale di impresa.

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Blockchain, nel 2021 record di investimenti su società cripto
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NEWSLETTER DEL 6 SETTEMBRE 2021




Edizione n.7 – Settembre 2021

La sfida che accomuna tutti
che ci collega alle prossime generazioni,
che non possiamo perdere:

ESG
  

———————————————

“Sappiamo di essere agenti di cambiamento della storia. E la storia non può essere eliminata come le pagine di un sito web”
(cit.Angela Davis, attivista per i diritti umani)

EVENTO

5 Ottobre 2021:

ESG in Credit & Finance
Dall’economia reale all’economia sostenibile

In ragione delle normativa vigente, Le Village, potrà ospitare un numero limitato di partecipanti.

Sei sostenibile? Ma chi lo dice? E quanto lo sei?

Esiste un legame tra sostenibilità e creazione di valore, ed il mondo degli investitori parla sempre più spesso dei temi legati alla responsabilità ambientale e sociale. Ogni azienda in forte crescita ha prima o poi bisogno di capitali. Le aziende sostenibili sono considerate meno rischiose e preferite dagli investitori istituzionali: il 60% del risparmio gestito in Europa si muove secondo criteri ESG.
In Italia, secondo Assogestioni, a fine giugno ’21, ben  334 miliardi (+21,1% rispetto a marzo ’21), ovvero il 30,2% é l’ammontare del patrimonio promosso dalle società di Asset Management in investimenti sostenibili.
Questo trend conferma la tendenza di crescita già registrata nel 2020, dove il totale degli investimenti ha raggiunto la quota degli 80 miliardi (29 miliardi l’anno prima).
Tornando all’anno corrente, a fine semestre 2021, i fondi “light green” (solo caratteristiche ambientali e sociali) secondo la definizione dell’articolo 8 della SFDR ammontano a 303 miliardi, mentre quelli “dark green” secondo l’articolo 9 della SFDR, ammontano a 31 miliardi.

Ma come vengono integrate le considerazioni e decisioni su tematiche ESG nella gestione di un prodotto azionario, obbligazionario o alternativo?
Esistono dei copioni pre-stabiliti oppure ogni singolo investitore ha la sua definizione e il suo processo? In quest’ultimo caso, come possiamo essere sicuri dell’implementazione effettiva e che non sia solo un elemento di marketing?
Queste le domande che il mercato finanziario si pone,  caratterizzato da una parte dalla forte spinta sulle tematiche di sostenibilità, sulle masse crescenti raccolte per essere investite su questa tipologia di asset class, ma anche dalle prime indagini da parte dei regolatori sull’effettiva implementazione di strategie ESG e dalla necessità di evitare “green washing”.
Secondo uno studio di InfluenceMap oltre la
metà dei fondi a tema sul clima e oltre il 70% di quelli che in generale si definiscono ESG, non hanno ancora un portafoglio allineato con gli obiettivi di Parigi.

Di tutto questo parleremo all’evento del 5 Ottobre.

I 17
SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALs

SGD

Da raggiungere entro il 2030 sono obiettivi per tutti noi, nessuno escluso, per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.
E’ un invito ad agire.
Nelle precedenti newsletter abbiamo introdotto i seguenti SDGs: 

1- Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo.
2- Porre fine alla fame.
3- Vita sana e benessere. 
4- Aumentare l’istruzione.
5- Parità di genere.
6- Acqua pulita e servizi igienico sanitari.
7-
Energia pulita e accessibile.
8-
Lavoro dignitoso e crescita economica.
9- Imprese,
innovazione e infrastrutture.
10- Ridurre le
disuguaglianze.
11- Città e comunità sostenibili.
10- Consumo e produzione responsabili.

In questa edizione della nostra newsletter vediamo il tredicesimo e il quattordicesimo.

13- Promuovere azioni a tutti i livelli per combattere i cambiamenti climatici
Il cambiamento climatico è una sfida chiave in materia di sviluppo sostenibile. Il riscaldamento del clima terrestre sta provocando cambiamenti nel sistema climatico globale che minacciano la sopravvivenza di ampie fasce di popolazione nei paesi meno sviluppati, mentre le infrastrutture e alcuni settori economici sono vulnerabili ai rischi dei cambiamenti climatici, in particolare, nelle regioni sviluppate.

L’Obiettivo 13 invita i paesi a dotarsi di misure di protezione del clima nelle loro politiche nazionali e a prestarsi reciproca assistenza per rispondere alle sfide quando necessario. Essa riconosce la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici come il forum intergovernativo internazionale principale per negoziare la risposta globale ai cambiamenti climatici.

Fatti e cifre:

  • L’anidride carbonica globale (CO2) è aumentata di oltre il 50% tra il 1990 e il 2012 e continua ad accelerare.
  • L’impegno assunto dai paesi sviluppati a mobilitare ogni anno 100 miliardi di dollari congiuntamente da tutte le fonti, per aiutare i paesi in via di sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici.
14- Promuovere azioni a tutti i livelli per combattere i cambiamenti climatici
Inquinamento e sfruttamento eccessivo dei nostri oceani sono la causa di sempre maggiori problemi, quali una grave minaccia per la biodiversità, l’acidificazione degli oceani e l’aumento dei rifiuti di plastica. Oltre alla pesca industriale e l’utilizzo commerciale delle risorse marine, il cambiamento climatico sta mettendo sempre più sotto pressione gli ecosistemi marini. Una continua crescita della popolazione mondiale sarà ancora più legata al problema delle risorse marine in futuro.L’Obiettivo 14 mira a ridurre in modo significativo tutti i tipi di inquinamento marino, riducendo al minimo l’acidificazione degli oceani entro il 2025, affrontando in modo sostenibile la gestione e la protezione degli ecosistemi marini e costieri.Fatti e cifre:
  • Entro il 2030, aumentare i benefici economici alle piccole isole dei paesi in via di sviluppo per l’uso sostenibile delle risorse marine, anche mediante una gestione sostenibile della pesca, l’acquacoltura e il turismo

Leggi la risoluzione del 25 settembre 2015

PILLOLE DI STORIA
continua da precedente

ANNO 2004
Attraverso il Global Compact è stato pubblicato il rapporto “Who Cares Wins- Connecting Financial Markets to a Changing World” che e ha fornito le linee guida per le aziende utili ad incorporare un ottica ESG nelle loro attività.

ANNO 2011
Viene lanciato il Sustainability Accounting Standards Board (SASB) per standardizzare la contabilità e le misurazioni della sostenibilità in 77 settori. La missione del SASB è “stabilire e migliorare gli standard di divulgazione specifici del settore su argomenti ambientali, sociali e di governance finanziariamente rilevanti che facilitino la comunicazione tra aziende e investitori su informazioni utili per le decisioni”.

ANNO 2015
Alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite, l’Accordo di Parigi prende vita, e all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite vengono creati gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Una precedente iterazione degli SDGs erano i Gruppi di Sviluppo del Millennio.

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NEWSLETTER DEL 26 AGOSTO 2021




 


Edizione n.6- Agosto 2021

Pronti al rientro?
Per voi alcuni temi caldi del momento
in materia di sostenibilità e responsabilità sociale.  

———————————————

“There is no plan B because we don’t have a planet B” ( Ban Ki -Moon).

EVENTO

5 Ottobre 2021:

ESG in Credit & Finance


Dall’economia reale all’economia sostenibile

In ragione delle normativa vigente, Le Village, potrà ospitare un numero limitato di partecipanti.

Governance and Diversity:
a che punto siamo?

Il tema è oggetto di analisi, ricerche, sondaggi e opinioni da diversi anni e da parte di ogni tipo di istituzione. In Italia la legge Golfo Mosca, la famosa legge sulle quote rosa, ha previsto, dieci anni fa, una progressiva inclusione delle donne all’interno dei board, visto che i dati di allora erano impietosi circa la presenza femminile ai livelli di governance più alti o nelle posizioni di leadership.

Sembra che negli anni il sistema di quote di genere abbia prodotto i risultati previsti (forse era ovvio?) le donne sono passate da circa il 7% del 2011 al 37% del 2020, scardinando meccanismi consolidati. Ma le donne non sono ancora presenti nelle posizioni di rilievo (amministratore delegato o presidente, ad esempio). E’ evidente dunque che non sia stata creata la vera cultura inclusiva, che incide sulle pratiche e sulle situazioni che favoriscono la presenza femminile nei ruoli di “governo”, e che quindi non si sia andati al di là agli obblighi previsti.
È mancata infatti una cultura della leadership al femminile, che desse le stesse opportunità di carriera accessibili agli uomini anche alle donne.

Oltre confine, e più precisamente in UK, un recentissimo studio ha rilevato che le donne all’interno dei cda delle aziende Ftse 100 sono pagate il 40% in meno degli uomini: un gender gap ratio quasi allarmante. Andando oltre questi numeri, occorre (riba)dire che la diversità di competenze crea valore e favorisce la crescita delle aziende. E quindi nelle agende dei cda non solo degli HR sarebbe necessario riportare l’attenzione al tema, che passa in primis come cultura e impegno a gestire la diversity, in particolare, la gender diversity.

La domanda, dunque, sorge spontanea: è stato davvero rimosso il “glass ceiling” (il soffitto di cristallo)?

Voi cosa rispondereste?
A noi sembrerebbe proprio di no.

I 17 SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALs SGD

Da raggiungere entro il 2030 sono obiettivi per tutti noi, nessuno escluso, per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. E’ un invito ad agire.
Nelle precedenti newsletter abbiamo introdotto i seguenti SDGs: 

1- Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo.
2- Porre fine alla fame.
3- Vita sana e benessere. 
4- Aumentare l’istruzione.
5- Parità di genere.
6- Acqua pulita e servizi igienico sanitari.
7-
Energia pulita e accessibile
8-
Lavoro dignitoso e crescita economica
9- Imprese,
innovazione e infrastrutture
10- Ridurre le
disuguaglianze

In questa edizione della nostra newsletter vediamo l’undicesimo e il dodicesimo.

11- Città e comunità sostenibili
L’urbanizzazione globale è uno degli sviluppi più significativi del 21° secolo. Più della metà della popolazione mondiale vive in città, una percentuale che potrebbe aumentare al 70% entro il 2050. Sono le città a guidare le economie locali e nazionali, come centri di prosperità dove si concentra oltre l’80% delle attività economiche globali.

L’urbanizzazione pone anche grandi sfide. Le città hanno un enorme impatto ambientale. Occupano solo il tre per cento della superficie del mondo, ma sono responsabili per tre quarti del consumo di risorse globale e il 75% delle emissioni globali.

Fatti e cifre:
– Il 95% dell’espansione urbana nei prossimi decenni avverrà nei Paesi in via di sviluppo
– Attualmente 828 milioni di persone vivono in baraccopoli, e il numero è in continuo aumento.
– La rapida urbanizzazione esercita pressione sulle forniture di acqua dolce, sulle fognature, sull’ambiente e sulla salute pubblica.

12- Consumo e produzione responsabili
Per consumo e produzione sostenibili si intende la promozione dell’efficienza dell’utilizzo di risorse e di energia, di infrastrutture sostenibili, così come la garanzia dell’accesso ai servizi di base, a lavori dignitosi e rispettosi dell’ambiente e a una migliore qualità di vita per tutti.
La sua attuazione contribuisce alla realizzazione dei piani di sviluppo complessivi, alla riduzione dei futuri costi economici, ambientali e sociali, al miglioramento della competitività economica e alla riduzione della povertà.

Il consumo e la produzione sostenibile puntano a “fare di più e meglio con meno”, aumentando i benefici in termini di benessere derivanti dalle attività economiche, attraverso la riduzione dell’impiego di risorse, del degrado e dell’inquinamento nell’intero ciclo produttivo, migliorando così la qualità della vita.

Fatti e cifre
– Ogni anno, circa un terzo del cibo prodotto, corrispondente a 1,3 miliardi di tonnellate, per un valore pari a circa mille miliardi di dollari, finisce nella spazzatura dei consumatori e dei commercianti, oppure va a male a causa di sistemi di trasporti o pratiche agricole inadeguati;
– Se la popolazione mondiale raggiungesse 9,6 miliardi all’anno entro il 2050, servirebbero tre pianeti per soddisfare la domanda di risorse naturali necessarie a sostenere gli stili di vita attuali.

Leggi la risoluzione del 25 settembre 2015

PILLOLE DI STORIA
continua da precedente

ANNO 2020: 
La BCE pubblica il testo definitivo della
Guida sui rischi climatici e ambientali per le banche. Il documento illustra come la BCE si attende che le banche gestiscano tali rischi in maniera prudente e forniscano al riguardo un’informativa trasparente nel rispetto delle norme prudenziali vigenti.
In linea con la crescente importanza dei cambiamenti climatici per l’economia e con i maggiori dati disponibili che ne dimostrano l’impatto finanziario sulle banche, la BCE terrà conto dei rischi climatici nella prossima prova di stress del 2022. Con questo documento Francoforte mira a rafforzare le policy bancarie nella gestione dei rischi climatici e ambientali, in conformità con l’Action Plan della Commissione europea sull’investimento sostenibile

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La green capital markets union di Cristine Lagarde
Il comunicato stampa del Governo sul PNRR e più opportunità per le donne e i giovani
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NEWSLETTER DEL 23 AGOSTO 2021




 


Edizione n.5- Agosto 2021

“Non dobbiamo chiederci come la natura può servire i nostri bisogni, ma come noi esseri umani possiamo servire i bisogni della natura”
(William McDonough, designer).

EVENTO

5 Ottobre 2021:

ESG in Credit & Finance
Dall’economia reale all’economia sostenibile

In ragione delle normativa vigente, Le Village, potrà ospitare un numero limitato di partecipanti.

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Il Green Deal:
un’ulteriore passo verso la neutralità climatica.

Parlare di sostenibile oggi è diventato quasi imprescindibile, e anzi, si sono susseguiti talmente tanti eventi che si è reso necessario anche mettere un po’ di ordine e capire meglio di che cosa si tratta.
In primis diciamo che la finanza sostenibile è l’applicazione del concetto di sviluppo sostenibile alle attività finanziarie. La finanza sostenibile, quindi, si pone l’obiettivo di creare valore nel lungo periodo, indirizzando i capitali verso attività che non solo generino un plusvalore economico, ma siano al contempo utili alla società e non siano a carico del sistema ambientale.” (Consob)

Il mondo della finanza sostenibile è cambiato molto dalla presentazione del piano di azione (Action Plan) della Comunità Europea nel 2018, volto a contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
Nel dicembre del 2019 è stato infatti presentato il Green Deal, da parte della Commissione Europea, che ha dettagliato un epiano di azione con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica nel 2050 dell’Unione Europea.

Le due principali direttrici di questo piano di azione europea sono:
i) promuovere investimenti e finanza sostenibili, tramite l’introduzione di un linguaggio comune, la tassonomia,  che favorisca un mercato comune di prodotti green e rafforzi la fiducia degli investitori nella finanza sostenibile;
ii) favorire l’integrazione di valutazioni connesse ai rischi di sostenibilità, nell’ambito delle strategie di business, nel calcolo dei requisiti prudenziali, nelle scelte di governance e nelle politiche di remunerazione degli intermediari finanziari.

Il primo passo compiuto è stato il Regolamento 2020/852, conosciuto meglio come “Regolamento Tassonomia” che ha stabilito dei criteri per determinare se l’attività economica possa essere considerata sostenibile, il cui atto delegato è stato proprio recentemente (nel mese di luglio) reso noto.
Si è poi definito il Regolamento 2019/2088 sulla trasparenza nei confronti degli investitori, conosciuto come “Regolamento SFDR” che stabilisce obblighi di trasparenza armonizzati sui temi di sostenibilità per imprese di investimento e banche, imprese di assicurazione e asset manager. Molte delle disposizioni del Regolamento sono entrate in vigore a partire da marzo 2021.

Queste sono due delle principali misure legislative adottate a livello europeo che verranno, insieme ad altri obblighi di trasparenza, trattate nel corso dell’evento del 5 ottobre. 

I 17 SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALS

Da raggiungere entro il 2030 sono obiettivi per tutti noi, nessuno escluso, per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. E’ un invito ad agire.
Nelle precedenti newsletter abbiamo introdotto i seguenti SDGs: 

1- Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo.
2- Porre fine alla fame.
3- Vita sana e benessere. 
4- Aumentare l’istruzione.
5- Parità di genere.
6- Acqua pulita e servizi igienico sanitari.
7-
Energia pulita e accessibile.
8-
Lavoro dignitoso e crescita economica. 

In questa edizione della nostra newsletter vediamo il nono e decimo.

9- Infrastrutture resistenti, industrializzazione sostenibile e innovazione:

Gli investimenti in infrastrutture sostenibili e nella ricerca scientifica e tecnologica aumentano la crescita economica, creano posti di lavoro e promuovono la prosperità.
L’Obiettivo 9 mira, pertanto, a costruire infrastrutture resistenti, promuovere l’industrializzazione e promuovere l’innovazione.
Inoltre, sempre legate alle infrastrutture resistenti l’obiettivo mira ad una maggiore efficienza delle risorse da utilizzare e una maggiore adozione di tecnologie pulite e rispettose dell’ambiente, oltre che processi industriali necessari per rendere le infrastrutture e le industrie sostenibili entro il 2030.
Mira anche a sostenere l’accesso universale e accessibile a internet nei paesi meno sviluppati del mondo. Fatti e cifre:
  • Circa 2,6 miliardi di persone nei Paesi in via di sviluppo incontrano impedimenti nell’accesso continuo all’elettricità.
  • 2,5 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso a servizi sanitari e quasi 800 milioni di persone, di cui molte di centinaia di milioni si trovano in Africa Subsahariana e Asia meridionale, non hanno accesso all’acqua.
  • Le piccole e medie imprese attive nel settore della manifattura e della lavorazione sono i soggetti più decisivi nei primi stadi dell’industrializzazione, e creano tipicamente il maggior numero di posti di lavoro. Esse costituiscono oltre il 90% delle imprese a livello mondiale, e sono responsabili per circa il 50-60% degli impieghi.

10– Ridurre le disuguaglianze:
La disuguaglianza a livello globale sono enormi e presentano uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo sostenibile e alla lotta contro la povertà. Le disuguaglianze limitano le opportunità di partecipare alla vita dei gruppi sociali e di dare un contributo significativo alla vita sociale, culturale, politica ed economica.
L’obiettivo 10 mira alla crescita del reddito delle classi più povere per il raggiungimento di responsabilizzazione e di inclusione sociale, economica e politica per tutti entro il 2030. Si vuole inoltre a garantire le pari opportunità attraverso l’eliminazione delle leggi discriminatorie, le politiche e le pratiche, attraverso l’attuazione di adeguate politiche di migrazione. L’obiettivo prevede anche una maggiore rappresentanza e una maggiore voce dei paesi in via di sviluppo nel processo decisionale all’interno delle istituzioni economiche e finanziarie internazionali. Fatti e cifre:

  • un sondaggio globale condotto dal programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, è emerso che i decisori politici di tutto il mondo hanno riconosciuto che l’ineguaglianza nei loro paesi è generalmente elevata e costituisce una potenziale minaccia per uno sviluppo sociale ed economico a lungo termine.
  • Dati provenienti da Paesi in via di sviluppo mostrano che i bambini facenti parte del 20% più povero della popolazione, hanno una probabilità fino a tre volte maggiore di morire prima di aver compiuto cinque anni rispetto ai bambini provenienti da famiglie più benestanti.

Leggi la risoluzione del 25 settembre 2015

PILLOLE DI STORIA
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Nel 2019 la Commissione Europea lancia l’European Green Deal,  una tabella di marcia per rendere sostenibile l’economia dell’UE, trasformando i problemi ambientali e climatici in opportunità in tutti gli ambiti e rendendo la transizione giusta e inclusiva per tutti.  Si tratta di una vera e propria strategia di crescita che mira a trasformare l’UE in una società equa e prospera, con un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, dove non ci sono emissioni nette di gas serra nel 2050 e dove la crescita economica è disaccoppiata dall’uso delle risorse.

Nello stesso anno viene istituito dalla Commissione Europea il Technical Expert Group on sustainable finance (TEG) per assisterla nell’attuazione dell’European Action Plan per la finanza sostenibile e la Task Force del Financial Stability Board (TCFD) per sviluppare un sistema volontario di reporting sui rischi finanziari legati al cambiamento climatico.

Nel 2020 viene pubblicata la versione finale della Tassonomia europea sulla finanza sostenibile, predisposta dal TEG. La tassonomia UE si propone come uno strumento pratico di classificazione degli investimenti ad uso di gestori e investitori per valutare il proprio portafoglio di attività dal punto di vista della sostenibilità ambientale

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Il monitoraggio dell’Unione Europea verso il raggiungimento dei 17 SDGs: report 2021
La nuova strategia UE per la finanza sostenibile
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NEWSLETTER DEL 13 AGOSTO 2021




 


edizione n.4- Agosto 2021

Tempo di estate, tempo di relax.
Leggi e gioca con noi e preparati all’evento dedicato ai temi ESG

———————————————

“È inutile per l’uomo conquistare la Luna, se poi finisce per perdere la Terra.
(François Mauriac)

EVENTO

5 Ottobre 2021:

ESG in Credit & Finance


Dall’economia reale all’economia sostenibile

In ragione delle normativa vigente, Le Village, potrà ospitare un numero limitato di partecipanti.

ESG: quali le sfide degli
“Investimenti Sostenibili”?

Con l’affermarsi delle tematiche ESG, la domanda di dati accurati, standardizzati e comparabili é aumentata considerevolmente. Il settore finanziario ha esigenze immediate, con masse crescenti di liquidità da investire in strumenti finanziari emessi da aziende considerate sostenibili: il 60% del risparmio gestito in Europa si muove secondo criteri ESG. Ma chi analizza, studia e giudica che gli emittenti stiano davvero percorrendo un percorso virtuoso e profondo guidato dai criteri ESG? Su quali principi e dati? Il pericolo di green washing é sempre alle porte su un tema così inflazionato come quello della sostenibilità. Sul mercato é sempre più sentita l’esigenza di  qualificare e rendere misurabile la sostenibilità: i risparmiatori puntano su fondi ESG, i quali a loro volta sono obbligati ad investire in un’ottica di lungo termine con rischi considerati inferiori e rendimenti dimostrati superiori.  Chi deve gestire asset class ha necessità urgenti ed alcuni provider di dati si stanno affacciando al mercato, così come alcune società di servizi di rating: ma molti gestori decidono di costruirsi dati e rank da soli. Come mai? Quale il futuro in questo settore?

Credito deteriorato e sostenibilità: un connubio possibile?

Il ciclo di vita dei crediti anomali, meglio conosciuti con l’acronimo   NPE (non perfoming exposure) coinvolge  un ecosistema talmente vasto, diversificato  e delicato nel quale  tutti gli operatori della  “filiera” sono chiamati, ma soprattutto si devono sentire responsabilizzati a strutturare ed avviare all’interno delle loro imprese  processi virtuosi in grado di coniugare le logiche di business e di crescita aziendale con quelle di sostenibilità ambientale e sociale.
Per comprendere bene il ruolo strategico che riveste la “credit Industry”  a riguardo dei fattori ESG è bene soffermarsi a comprendere meglio cosa si nasconde dietro a quello stock di oltre 300 Miliardi di crediti deteriorati  “in pancia” al sistema bancario o agli  investitori specializzati che li hanno acquistati.
Saldamente  legati a questi NPE, di fatto ci sono centinaia di migliaia di imprese di ogni settore e dimensione,  di persone con le loro famiglie e le loro proprie storie e di asset immobiliari e non di ogni natura e tipologia.  Scontata quindi è la  responsabilità sociale  che gravano sugli owner e sui gestori di questi crediti.  Responsabilità che però non devono essere assolutamente viste ed interpretate come elementi di ostacolo e di fastidio verso il  raggiungimento delle performance aziendali.
Anzi, l’affermazione di una consapevole e radicata cultura aziendale che metta, fra  i driver primari, strategie, modelli ed approcci  sostenibili,  non può  che creare valore per l’impresa e per tutti i suoi stakeholder, soprattutto nel medio e lungo termine.
Investire e/o gestire un credito con una vision sostenibile, consente senza dubbio,  di cogliere nuove opportunità, probabilmente non esplorate  precedentemente.
Basta fare un piccolo esercizio e pensare a quanti immobili a garanzia dei crediti non perfoming, attualmente poco o per nulla valorizzati, destinati ad un inesorabile deperimento e “deprezzamento”,  potrebbero invece essere riconvertiti con nuove logiche,  per esempio,  verso il terzo settore o rientrare in piani di riqualificazione e rigenerazione di  determinate aree urbane. Oppure all’importanza che rappresentano i crediti  legati all’energy ed in particolar modo al green ed alle  energie rinnovabili, per ambiente, economia e società.
Non basteranno però solo vision e culture aziendali orientate alla sostenibilità, ma saranno strategiche per il successo ed il raggiungimento degli obiettivi, competenze trasversali e capacità di creare efficienti  network e solide partnership.

Questi solo alcuni dei temi che il 5 ottobre verranno affrontati in tavole rotonde partecipate da professionisti dei diversi settori.
Ti aspettiamo  a Le Village, Milano. Iscriviti!

Vuoi saperne di più? Clicca qui per andare al sito dell’evento.

I 17 SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALs SGD

Da raggiungere entro il 2030 sono obiettivi per tutti noi, nessuno escluso, per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. E’ un invito ad agire.
Nelle precedenti newsletter abbiamo introdotto i seguenti SDGs: 

1- Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo.
2- Porre fine alla fame.
3- Vita sana e benessere. 
4- Aumentare l’istruzione.
5- Parità di genere.
6- Acqua pulita e servizi igienico sanitari. 

In questa edizione della nostra newsletter vediamo il settimo e l’ottavo.

7- L’energia è elemento centrale per moltissime delle sfide che il mondo si trova oggi ad affrontare: lavoro, sicurezza, cambiamento climatico, produzione alimentare e molto altro.

L’energia sostenibile è un’opportunità – trasforma la vita, l’economia e il pianeta.

Alcuni fatti e cifre per circostanziare quanto sopra:

• Una persona su cinque non ha accesso a moderni mezzi elettrici
• 3 miliardi di persone dipendono da legno, carbone, carbonella o concime animale per cucinare e per scaldarsi
• L’energia è il principale responsabile del cambiamento climatico, rappresentando circa il 60% delle emissioni di gas serra globali
• Obiettivo-chiave di lungo termine è la produzione di energia a bassa intensità di carbonio e migliorare le tecnologie per fornire servizi energetici moderni e sostenibili, specialmente nei paesi meno sviluppati.

8– Esistono ancora molti luoghi dove avere un lavoro non garantisce la possibilità di sottrarsi alla povertà: infatti circa la metà della popolazione mondiale vive ancora con l’equivalente di circa due dollari al giorno.  Una prolungata mancanza di opportunità di lavoro dignitose, investimenti insufficienti e sottoconsumo portano a un’erosione del contratto sociale di base a fondamento delle società democratiche, secondo cui tutti dobbiamo contribuire al progresso.
Una crescita economica e sostenibile richiederà alle società di creare condizioni che permettano alle persone di avere posti di lavoro di qualità, che stimolino le economie e al tempo stesso non danneggino l’ambiente.

Ecco alcuni dati su cui riflettere:

• La disoccupazione globale  è salita da 170 milioni nel 2007 a quasi 202 milioni nel 2012;

• Quasi 2,2 miliardi di persone vivono al di sotto della soglia di 2 dollari al giorno;

• A livello globale sono necessari 470 milioni di impieghi per coloro che entreranno nel mercato del lavoro tra il 2016 e il 2030.

Leggi la risoluzione del 25 settembre 2015

PILLOLE DI STORIA
continua da precedente

Anno 2011 – Viene lanciato il Sustainability Accounting Standards Board (SASB) per standardizzare la contabilità e le misurazioni della sostenibilità in 77 settori. La missione del SASB é quella di stabilire e migliorare standard di divulgazione specifici su argomenti ambientali, sociali e di governance finanziariamente rilevanti che facilitino la comunicazione fra investitori ed aziende. 

Anno 2015 – Alla convenzione quadro delle Nazioni Unite, l’Accordo di Parigi prende vita e all’Assemblea generale delle Nazioni Unite sono stati creati gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Una precedente iterazione degli SDGs erano i Millemmium Development Groups.


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Quali di queste parole appartengono
al mondo
E, a quello S ed infine G?

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NEWSLETTER DEL 5 AGOSTO 2021




 


edizione n.3- Agosto 2021

Te lo diciamo con una formula: 

Ambiente 

(E) +
Società/Territorio 
(S)+
 Governo/Etica (G)
=
——————————————-
= SOSTENIBILITA’ (
ESG)
———————————————

 

“ Se lo sviluppo economico non ci rende anche felici, allora é un falso sviluppo”

José Pepe Mujica

Fermiamoci un attimo e riflettiamo.
Poche parole, una grande verità in questa frase.
Crisi, emergenza, rischi, costi sembrano essere le parole più utilizzate, in questo momento, da ogni essere in questo pianeta, sia esso persona o istituzione.
Poter combattere la crisi economica esasperata dall’emergenza Covid e dalle catastrofi naturali causate da fenomeni climatici straordinari, abbassando rischi e riducendo costi, é certamente al centro del dibattito mondiale.
Dietro la difficoltà dell’economia del nostro Paese di tenere il passo con gli altri paesi avanzati europei e di correggere i suoi squilibri sociali ed ambientali, c’è l’andamento della produttività, molto più lento in Italia che nel resto d’Europa, legato all’incapacità di cogliere le molte opportunità offerte dalla rivoluzione digitale sia per la mancanza di infrastrutture adeguate, sia per la caratteristica del nostro tessuto produttivo, caratterizzato da una prevalenza di PMI.
Si parla di ripartenza, di resilienza nel piano denominato PNRR che raccoglie 6 pilastri:
1) 
digitalizzazione, innovazione, competitività,
cultura e turismo;
2) rivoluzione verde e transizione ecologica;
3) infrastrutture per una mobilità sostenibile;
4) istruzione e ricerca;
5) inclusione e coesione;
6) salute.
Abbracciare questo approccio nuovo, sostenibile, oggi è quanto mai necessario.

Una domanda: il sistema finanziario puo’ aiutare le aziende, le filiere produttive ad adottare un approccio sostenibile di lungo periodo?
Proviamo a rispondere il 5 Ottobre a Le Village, Milano insieme a illustri esperti del settore finanziario e con i rappresentanti del mondo imprenditoriale.

EVENTO

5 Ottobre 2021:

ESG in Credit & Finance


Dall’economia reale all’economia sostenibile

In ragione delle normativa vigente, Le Village, potrà ospitare un numero limitato di partecipanti.

 

MODERATORE DELL’EVENTO

Silvia Bernardi: giornalista professionista  con 15 anni di esperienza in diverse testate nazionali, esperta di temi legati all’innovazione, alla sostenibilità e alle politiche europee. Collaboratrice di Europa Europa, programma di Radio 24 di approfondimento sull’Europa. Autrice e conduttrice per Radio 24 del programma Eu-Zone, dedicato ai temi politici nazionali ed europei.

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I 17 SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALs SGD

Da raggiungere entro il 2030 sono obiettivi per tutti noi, nessuno escluso, per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. E’ un invito ad agire.
Nelle precedenti newsletter abbiamo introdotto: 

1– Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo.
2– Porre fine alla fame.
3Vita sana e benessere
4– Aumentare l’istruzione

In questa edizione della nostra newsletter vediamo il quinto e sesto.

5Parità di genere non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace.
Garantire alle donne e alle ragazze parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, a un lavoro dignitoso, così come la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, promuoverà economie sostenibili, di cui potranno beneficiare le società e l’umanità intera.

4Acqua pulita e servizi igienico-sanitari: la carenza e la scarsa qualità dell’acqua, assieme a sistemi sanitari inadeguati, hanno un impatto negativo sulla sicurezza alimentare, sulle scelta dei mezzi di sostentamento e sulle opportunità di istruzione per le famiglie povere di tutto il mondo. La siccità colpisce alcuni dei paesi più poveri del mondo, aggravando fame e malnutrizione.
Entro il 2050 è probabile che almeno una persona su quattro sia colpita da carenza duratura o ricorrente di acqua potabile

Leggi la risoluzione del 25 settembre 2015

PILLOLE DI STORIA
continua da precedente

Anno 1997 – 192 Paesi si impegnano, firmando il Protocollo di Kyoto, a “impegnare i paesi industrializzati e le economie in transizione a limitare e ridurre le emissioni di gas serra in conformità con l’obiettivo individuale concordato”. Il protocollo é entrato in vigore nel 2005. 
Nel 1997 nasce la Global Reporting Initiative, a Boston.

Anni ’90 – E’ stato creato lo United National Global Compact, un invito alle aziende ad allineare strategie e operazioni con principi universali su diritti umani, lavoro, ambiente e anticorruzione. Oggi il Global Compact abbraccia i firmatari di oltre 13.800 aziende in 162 paesi. 


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NEWSLETTER DEL 29 LUGLIO 2021





 


edizione n.2 luglio 2021

Informarsi sui temi ambientali (

E), sociali (S) e di governance (G) é una questione di RESPONSABILITA’ anche in ambito CREDIT & FINANCE

 

“La Terra
non è un’eredità ricevuta dai nostri Padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli”

 

Abbiamo voluto mettere in primo piano un vecchio proverbio amerindio che racchiude in sé un approccio diametralmente opposto alla vita: la responsabilità di custodire e proteggere qualcosa che non ci appartiene ma che ci é stato affidato, che ci proietta nel futuro attraverso una responsabilità sul presente gestito in modo diverso. Anche le istituzioni ed il sistema finanziario possono aiutare a sensibilizzare e velocizzare gli operatori in questo percorso necessario ed irreversibile.
Convinti di questo, abbiamo cominciato a fare la nostra parte creando una occasione di informazione, dialogo e networking.

EVENTO

5 Ottobre 2021:

ESG in Credit & Finance


Dall’economia reale all’economia sostenibile

 

COMITATO SCIENTIFICO

Antonella Pagano, Managing Director at Accenture Italia

Federica Capuzzo, Senior Manager, Sustainability Services,  Deloitte & Touche Italia

Angelo Meda, Head of Equities, Portfolio Manager at BANOR SIM

Mara Di Giorgio, Founder T.W.I.N. The World is Now e Communication & Event Senior Manager

Roberto Sergio, CEO Credit Village – Direttore Scientifico Osservatorio Nazionale NPE

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I 17 SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALs SGD

Da raggiungere entro il 2030 sono obiettivi per tutti noi, nessuno escluso, per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. E’ un invito ad agire.

Nella precedente newsletter abbiamo introdotto i primi due:

1– Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo.

2– Porre fine alla fame.

In questa edizione della nostra newsletter vediamo il terzo e quarto.

3Vita sana e benessere di tutti a tutte le età. Ai grandi progressi già avvenuti nell’allungamento delle aspettative di vita e riduzione di alcune delle cause di morte più comuni legate alla mortalità infantile e materna,  molti altri sforzi sono necessari per sradicare una volta per tutte un’ampia varietà di malattie e affrontare numerose e diverse questioni relative alla salute.

4L’istruzione è la base per migliorare la vita delle persone e per raggiungere lo sviluppo sostenibile. Nonostante gli importanti risultati ottenuti è necessario raddoppiare gli sforzi per ottenere gli obiettivi per l’istruzione universale. Per esempio, a livello mondiale è stata raggiunta l’uguaglianza tra bambine e bambini nell’istruzione primaria, ma pochi paesi hanno raggiunto questo risultato a tutti i livelli educativi.

Leggi la risoluzione del 25 settembre 2015

PILLOLE DI STORIA
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Anni ’80 – I concetti ESG prendono forma in particolare intorno alle azioni intraprese dal governo USA che ha vietato qualsiasi investimento aggiuntivo in Sudafrica. In questi 10 anni accadono diversi disastri ambientali per mano di aziende tra cui una massiccia fuoruscita di petrolio in Alaska


Anni ’90 – E’ stato creato quello che oggi conosciamo come MSCI KLD 400 Social Index. Questo indice é stato il primo del suo genere a monitorare gli investimenti sostenibili attraverso una metodologia ponderata per la capitalizzazione. Nel 1994 gli investitori avevano accesso a 26 fondi sostenibili con un patrimonio di circa 1,9 miliardi di dollari.


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Aziende da rilanciare, ESG e sostenibilità nella prospettiva dell’investitore
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NEWSLETTER DEL 23 LUGLIO 2021





 


La newsletter che ti informa e ti tiene aggiornato sui temi ambientali (E), sociali (S) e di governance (G) in ambito CREDIT & FINANCE

ESG in Credit & Finance

Dall’economia reale all’economia sostenibile

Tra le sfide epocali che tutti gli istituti e i diversi player del credito e della finanza dovranno affrontare nei prossimi anni, figura anche quella dell’integrazione dei fattori ESG (Environmental, Social and Governance) nei modelli di business.
Quale sarà l’impatto che il settore finanziario ed economico dovrà attendersi dall’innesto dei temi della sostenibilità all’interno dei processi del settore?  Come è possibile far convivere concetti quali Società Benefit e B-Corp con un settore che, nell’immaginario collettivo, è ancora molto legato strettamente alle performance economica e patrimoniale? Ed ancora: come inserire nei piani di sviluppo obiettivi ESG che abbiano la stessa importanza strategica degli obiettivi industriali?

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SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALs SGD
Cosa sono?

Sono 17 Obiettivi fissati e contenuti in un grande percorso, firmato nel Settembre 2015 dai governi di 193 Paesi membri dell’ONU. Il programma d’azione contiene un totale di 169 traguardi che i Paesi si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. Sono Obiettivi comuni che riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne é escluso e questo percorso vuole raggiungere il traguardo di portare il mondo sulla strada della sostenibilità. E’ un invito ad agire.

Vediamo i primi due:

1- Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo.

2- Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile.

Leggi la risoluzione del 25 settembre 2015

EVENTO

In ragione delle normativa vigente, Le Village, potrà ospitare un numero limitato di partecipanti.

L’evento ESG offrirà, in apertura, una quick view sul mondo ESG in Banking & Finance in Europa e sul delinearsi dei prossimi scenari. Si proseguirà poi con un deep inside e case study relativamente al percorso intrapreso da alcune delle banche del nostro Paese sia nel percorso del “Be sustainable” che in un dialogo fra aziende ed Istituti nel “Go sustainable“. Si alterneranno player del mondo del lending con player del mondo della gestione del credito, dove la capacità e possibilità di avere un impatto sociale di fortissima rilevanza é ogni giorno focus di approfondimento da parte di legislatori, politici ed economisti.
Assisteremo ad un confronto fra fondi e gestori del mondo del risparmio, quello dei ratings e delle certificazioni dove l’asset class ESG é il fulcro di scelte richieste e regolamentate.

Networking e una location che offre spazi all’aperto anche per momenti di approfondimento one-to-one in salottini separati fanno parte integrante dell’evento.

Per maggiori informazioni scrivi a: events@creditvillage.it o visita il sito dedicato www.esgevents.it

PILLOLE DI STORIA

1970Milton Friedman introduce la sua teoria del Valore per gli azionisti. 50 anni fa fu pubblicato per la prima volta “La responsabilità sociale delle imprese é aumentare i suoi profitti”. Sebbene sia ancora dibattuto, c’é un crescente consenso sul fatto che la strategia aziendale non dovrebbe riguardare solo la massimizzazione del profitto. Le aziende che hanno uno scopo che va oltre la massimizzazione del profitto al centro della loro strategia aziendale, sono imprese con una crescita sostenibile a lungo termine più veloce.

1970Ispirato dai movimenti contro la guerra e da una profonda preoccupazione per il futuro ambientale dell’America, il giovane senatore Gaylord Nelson del Wisconsin raduna 20 milioni di persone per la prima Giornata della Terra, che ha portato alla creazione dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti e all’approvazione di leggi ambientali prime nel loro genere. Due anni dopo il Congresso approvò la legge sulle specie minacciate di estinzione e subito dopo la legge sugli insetticidi, i fungicidi e i rodenticidi. Queste leggi hanno protetto milioni di uomini, donne e bambini dalle malattie e dalla morte e hanno protetto centinaia di specie dall’estinzione.

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1- Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo.

2- Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile.

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1970Milton Friedman introduce la sua teoria del Valore per gli azionisti. 50 anni fa fu pubblicato per la prima volta “La responsabilità sociale delle imprese é aumentare i suoi profitti”. Sebbene sia ancora dibattuto, c’é un crescente consenso sul fatto che la strategia aziendale non dovrebbe riguardare solo la massimizzazione del profitto. Le aziende che hanno uno scopo che va oltre la massimizzazione del profitto al centro della loro strategia aziendale, sono imprese con una crescita sostenibile a lungo termine più veloce.

1970Ispirato dai movimenti contro la guerra e da una profonda preoccupazione per il futuro ambientale dell’America, il giovane senatore Gaylord Nelson del Wisconsin raduna 20 milioni di persone per la prima Giornata della Terra, che ha portato alla creazione dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti e all’approvazione di leggi ambientali prime nel loro genere. Due anni dopo il Congresso approvò la legge sulle specie minacciate di estinzione e subito dopo la legge sugli insetticidi, i fungicidi e i rodenticidi. Queste leggi hanno protetto milioni di uomini, donne e bambini dalle malattie e dalla morte e hanno protetto centinaia di specie dall’estinzione.

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